Onalytica interviene sul caso Top of the blogs
Ottobre 12, 2006
Onalytica si è finalmente detto la sua a proposito della metodologia usata da Edelman e Technorati per definire i blog più influenti di Germania, Francia e Italia.
Riporto solo un paragrafetto, anche se vorrei copiare interamente il post perchè sono pienamente d’accordo con la loro posizione.
The Edelman/Technorati study doesn’t attribute different weights to the
links/endorsements by different bloggers. One could say that they
regard a link from any two bloggers as contributing equally to the
influence of the blogger linked to.
Onalytica è una società inglese che analizza, misura e identifica chi influenza chi, in quale contesto e mercato. Ad esempio hanno pubblicato uno studio sull’impatto dei blogger sulla reputazione di Dell e un altro interessante articolo sui blog più popolari E più influenti sul tema “blog marketing”. In entrambi i documenti si trova una nota metodologica illuminante e di facile comprensione.
Secondo me il merito dei lavori di Onalytica sta nel fatto di chiarire, e soprattutto sottolineare, la differenza concettuale tra influenza, popolarità e autorevolezza.
(rimando nuovamente al post per le definizioni)
Sia tra i commenti al post di Steve Rubel che in decine di altri blog italiani la critica alla metodologia con la quale è stata condotta la ricerca di Edelman si è sviluppata attorno a tre domande:
- il numero degli “inbound blogs” ricevuti da un blog è sufficente ad indicare la sua l’influenza nella blogosfera?
- cosa si deve intendere per “influenza”?
- come si può stabilire l’influenza di una fonte senza relazionarla ad un preciso contesto?
(lafra in questo post ha segnato alcuni luoghi caldi in cui si sono concentrate le discussioni)
Anche io condivido queste perplessità, ma per il momento non mi dilungo in critiche: spero che all’incontro di domani (“Top of the blogs” l’hanno intitolato. Vabbè) emergano dettagli più sostanziosi su come è stata condotta la ricerca, perchè lo stesso Richard Edelman dice:
There is not a necessary correlation between Technorati ranking and influence in a specific category.
Spam nei forum
Ottobre 12, 2006
La community per chi deve arredare casa
Ottobre 11, 2006
Una veloce segnalazione per il forum di Arredamento.it
Qui potrete trovare suggerimenti su come arredare tutti gli ambienti di casa: colori, materiali, nuove tendenze, elettrodomestici… e i gossip del settore del mobile
Sabato mattina ho partecipato a questo seminario tenuto da Andrea Trento a SMAU.

Circa venti persone presenti, per cercare di capirne di più sulle applicazioni mobili di prossimità.
Quando si sviluppano contenuti per il mobile è importante avere chiari in mente quali sono:
1. i bisogni dell’utente (intrattenimento, informazione, pagamenti, sconti, ecc… )
2. i tempi e i modi di fruizione che ha a disposizione (a casa, in movimento, sull’autobus, ecc… )
3. le devices disponibili (cellulare, palmare, xbox, psx, domotica, ecc… )
4. le modalità di distribuzione del content (wifi, bluetooth, wap, download web, totem, ecc… )
I contenuti di intrattenimento, ad esempio giochi, devono essere in linea con le ultime tendenze e cioè permettere di giocare in multiplayer o di socializzare con altri utenti. Questi infatti sono disponibili a pagare cifre più elevate di un servizio informativo, ma non transigono sulla qualità. Sempre a proposito di tendenze, bisogna anche considerare una forte domanda di one button games (qui un articolo di Alejandro Woywood dai Forum Nokia Blogs), cioè applicazioni con interfacce semplici e immediate, da fruire in spazi di tempo molto ridotti.
Un esempio perfetto secondo me è Quadra Pop, una sorta di tetris installato sui SonyEricsson. Colorato, poco invadente, giocabile solo con il pollice per far andare a destra\sinistra o giù le palline. E’ perfetto per una partitina in attesa dell’autobus, o in metropolitana, giusto per far passare il tempo. Ma io, ve lo confesso, ci gioco anche la sera prima di andare a dormire

Le ricerche infatti ci dicono che, diversamente da quanto si è soliti credere, è tra le mura domestiche che gli utenti usano di più le applicazioni mobile. Questo è dovuto anche al fatto che non tutti i contenuti sono concepiti con la logica del one button per essere consumati in pochi minuti, ma possono avere una user experience più complessa e quindi tempi di fruizione più dilatati.
Un altro aspetto su cui ha posto l’accento il relatore è stato l’importanza di creare dei contenuti cross-platform, cioè realizzati con tecnologie in grado di adattarsi a diversi supporti, in modo da consertire all’utente di trasferire i contenuti da un device all’altro senza pericolo di perdere dati. Le principali tecnologie utilizzate sono C++, Java e FlashLite. Quest’ultimo sembra essere la soluzione più veloce e performante in termini di portabilità e si sta diffondendo sempre più velocemente grazie agli accordi tra Macromedia, Nokia e Samsung.
E fin qui possiamo dire di aver parlato in generale di creazione di mobile content.
Ma perchè arriviamo a parlare di proximity services? Perchè se l’utente riceve le informazioni nel luogo e nel momento in cui ne ha necessità, allora riusciamo a soddisfare il suo bisogno.
Portabilità e contestualizzazione dei contenuti sono quindi le chiavi di successo dei servizi mobile di prossimità.
Le applicazioni pratiche vanno dall’erogazione di buoni sconto in-store, alla possibilità di effettuare micropagamenti (ad esempio parcheggi), o semplicemente l’invio di informazioni come l’elenco degli espositori di una fiera, una mappa, dei contenuti multimediali e dulcis in fundo… pubblicitari
Nel resto dell’europa i cartelloni pubblicitari che erogano contenuti via bluetooth non sono più una novità, il circuito Viacom ad esempio ha costituito un vero e proprio network di manifesti bluetooth enabled, nella metropolitana di Londra.
Ci troviamo quindi davanti ad una nuova fonte di spam da cui doversi difendere? In realtà no. Infatti tutti i contenuti provenienti da un proximity server sono certificati e vengono inviati all’utente solamente se questo li accetta espressamente. Il server invia una sorta di ping per rilevare le devices attive nel suo raggio di azione e solamente se ottiene un pingback positivo, instaurerà una connessione con il dispositivo individuato per l’erogazione del contenuto.
A questo punto il tempo a disposizione per il seminario è terminato e si è passati alle domande del pubblico. L’ultima è stata secondo me la più interessante perchè verteva sui possibili impieghi fraudolenti di questa tecnologia.
Mi invento un esempio.
La Nike lancia un nuovo modello di scarpe e decide di usare un nuovo strumento di comunicazione: tramite un manifesto pubblicitario davanti al punto vendita invia ai passanti una foto delle scarpe e la data in cui arriveranno nel negozio.
A questo punto lo storico rivale Naikkkki decide di fare il furbetto e di boicottare il lancio del nuovo prodotto installando a sua volta un proximity server dal quale invia un messaggio spacciandosi per Nike, ad esempio dicendo che regalerà le scarpe a tutti quelli che le chiederanno, creando un caos generale e un danno all’immagine di Nike senza pari.
E’ possibile che si realizzi un’ipotesi del genere?
Tecnicamente si, diceva Andrea Trento, ma il furfante non andrebbe molto lontano: visto che i messaggi sono tutti certificati, non sarebbe difficile risalire alla fonte e perseguire il malfattore. Mah… sarà…
Il seminario, come avrete capito dall’insolita lunghezza di questo post, è stato per me molto interessante. Si, il mobile advertising potrebbe anche diventare la mia prossima fissa
Ma… non vi state chiedendo come è andato a finire il mio esperimento di toothing a SMAU?
Ecco, ve lo dico: un fiasco!
Di devices ne ho trovate, ma si vede che la gente non sa stare ferma per più di un minuto nello stesso posto, perchè non sono riuscita ad inviare messaggi via bluetooth a nessuno. Ho provato al bar per cinque minuti, dietro lo stand IBM, vicino all’uscita e al guardaroba. Nulla. Il massimo che ho ottenuto è stato mandare una richiesta ad un certo Squirrell, che come avrete capito, mi ha bellamente ignorata!
Pazienza… riproverò
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tags: [smau]
In gita a SMAU
Ottobre 7, 2006
Sto andando a SMAU. Lì proverò a fare la mia prima esperienza di toothing.
poi vi racconto
I blog su CSI Miami
Ottobre 6, 2006
Nella puntata di ieri sera di CSI Miami i ragazzi della scienfica riuscivano a risolvere il caso smascherando l’identità un blogger.
Il blog sospetto era infatti scritto (in codice) dall’astuta segretaria di una casa farmaceutica il cui nickname era Inga.
hi hi
A parte questa simpatica coincidenza, il resto della puntata mi ha dato un po’ i nervi per come sono stati rappresentati i blogs.
Prima li hanno fatti passare come qualcosa di sovversivo (il blog in questione era scritto in codice, celava del testo nascosto, e aveva una grafica che non aveva niente a che fare con i nostri soliti template in HTML ma sembrava piuttosto una simulazione di realtà virtuale, come se fosse uno strumento usato dagli hackers).
In una scena successiva i due detectives che indagano sul caso, vedendosi paragonati nel blog a degli attori famosi, dipingono i weblog come l’habitat perfetto delle chiacchiere e del gossip.
E poi chiamavano i post “entry” oppure “blog”… ARGH!
Non pensavo potesse darmi tanto fastidio, ma mi sono lamentata per tutta la puntata a causa di queste imprecisioni.
Sono da ricovero, vero?

una community di fans di CSI:
CSI Italia
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tags: [csi], [tv], [bloggers]
Ancora sulle community via bluetooth
Ottobre 3, 2006
Ancora non sono entrata nella piena coscienza delle capacità del mio nuovo cellulare.
So di avere il bluetooth, ma dimentico sempre di accenderlo (visto la batteria che ciuccia). Per rinfrescarmi la memoria su questa nuova (ormai neanche tanto…) tecnologia, mi sono fatta un’altra navigatina e ho scoperto nuovi siti che parevano interessanti.
Ad esempio bluetoothing.it. A prima vista le premesse erano buone, ma pare che gli eventi organizzati per toothare (cioè conoscersi via blueetooth) siano terminati più di un anno fa.
Come mai? Cosa è successo? E’ improvvisamente svanito l’interesse per questo tipo di incontri?
La community si è dispersa?
Il forum e la chat del sito infatti sono fuori uso, e anche la procedura di registrazione è inagibile. Se non si tratta di un problema temporaneo, la causa della morte della community potrebbe essere proprio questa: l’incuria degli amministratori.
Non me l’aspettavo, ma Google (con le dovute pinze) lo conferma, l’interesse per la tecnologia Bluetooth è diminuito rispetto a due anni fa.
(il grafico mostra quante volte gli italiani hanno cercato su google la keyword “bluetooth” dal 2004 a settembre 2006)
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tags: [bluetooth], [mobile], [toothing], [community]

