Guerrilla marketing online?

settembre 21, 2006

Anche online si può parlare di guerrilla marketing?
Secondo me no, ho sempre associato questo termine ad attività outdoor, realizzate prettamente per le strade, in mezzo alla gente e calate nella quotidianità per creare un effetto spiazzante (detournement) e quindi memorabile.
Poi leggo su repubblica.it:

“Un esempio meno edificante forse è quello del guerrilla marketing, che differisce dall’alternativo, dal behavioral e da tutti gli altri perché più subdolo, più sotterraneo. Un esempio di come funziona è quando usa un personaggio conosciuto, che rappresenta qualcosa, inserendolo in forum, chat, gruppi di discussione. Chi partecipa è attirato dal “testimonial” che lo prende per mano portandolo dove chi paga ha deciso che deve arrivare. “Lì il gioco si svela e salta fuori il prodotto. La differenza con l’altro è una minore consapevolezza, un piccolo inganno che però è destinato a cadere presto”. Pare funzioni, ma non è detto che prima o poi l’utente, nel suo piccolo, non finisca di nuovo per incazzarsi.”

(estratto da Viene dal basso, fa ridere e non irrita più. Storia del marketing che cambia strada).

Ogni giorno mi rendo conto che spunta un (presunto) nuovo tipo di marketing.

 

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