foto di Duckzin

Senza partecipazione una community muore. Nel caso specifico questo blog sembra essere in letargo.
E devo dire che la dis-connessione casalinga non aiuta.

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Un’esplosione di colore

ottobre 17, 2006

Ed eccolo qui finalmente 🙂

peccato per la scelta della musica, sentita e risentita…
(non ricordo il titolo però… qualcuno mi aiuta?)

uff.. speravo in un nuovo Josè Gonzales

update:
è passata qualche ora ormai, ma il video che ho caricato non compare ancora nel motore di ricerca interno di YouTube. che strano. Perchè?
Così non posso fare il mio sondaggino…
Per quel che risulta a Technorati non c’è stato un grande incremento dell’interesse per questa campagna.
I post contententi “Sony Bravia” (in tutta la blogosfera mondiale) non hanno subito un’impennata dopo la pubblicazione del video il giorno dopo la pubblicazione del video, come si vede qui sotto nel grafico:

Posts that contain Sony Bravia per day for the last 30 days.
Technorati Chart

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The ad launches at 8.35pm GMT Tuesday 17th October. The ad will also be
available to view here in High Definition and will be accompanied by a
fascinating 5 minute ‘behind the scenes’ documentary.

(http://www.bravia-advert.com/)


Sono curiosa di vedere quante views collezionerà questo video nel giro di mezzora. Più di 2000? E che impatto avrà online?
Vi terrò aggiornati…

update:
fino a 15 minuti fa non c’era niente su youtube…
allora l’ho inserito io il video 🙂

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Onalytica si è finalmente detto la sua a proposito della metodologia usata da Edelman e Technorati per definire i blog più influenti di Germania, Francia e Italia.
Riporto solo un paragrafetto, anche se vorrei copiare interamente il post perchè sono pienamente d’accordo con la loro posizione.

The Edelman/Technorati study doesn’t attribute different weights to the
links/endorsements by different bloggers. One could say that they
regard a link from any two bloggers as contributing equally to the
influence of the blogger linked to.

Onalytica è una società inglese che analizza, misura e identifica chi influenza chi, in quale contesto e mercato. Ad esempio hanno pubblicato uno studio sull’impatto dei blogger sulla reputazione di Dell e un altro interessante articolo sui blog più popolari E più influenti sul tema “blog marketing”. In entrambi i documenti si trova una nota metodologica illuminante e di facile comprensione.

Secondo me il merito dei lavori di Onalytica sta nel fatto di chiarire, e soprattutto sottolineare, la differenza concettuale tra influenza, popolarità e autorevolezza.
(rimando nuovamente al post per le definizioni)

Sia tra i commenti al post di Steve Rubel che in decine di altri blog italiani la critica alla metodologia con la quale è stata condotta la ricerca di Edelman si è sviluppata attorno a tre domande:

– il numero degli “inbound blogs” ricevuti da un blog è sufficente ad indicare la sua l’influenza nella blogosfera?
– cosa si deve intendere per “influenza”?
– come si può stabilire l’influenza di una fonte senza relazionarla ad un preciso contesto?

(lafra in questo post ha segnato alcuni luoghi caldi in cui si sono concentrate le discussioni)

Anche io condivido queste perplessità, ma per il momento non mi dilungo in critiche: spero che all’incontro di domani (“Top of the blogs” l’hanno intitolato. Vabbè) emergano dettagli più sostanziosi su come è stata condotta la ricerca, perchè lo stesso Richard Edelman dice:

There is not a necessary correlation between Technorati ranking and influence in a specific category.

Spam nei forum

ottobre 12, 2006

Non bastavano i troll e i seeders, ora lo spam all’interno dei forum arriva attraverso i messaggi privati.
Questa settimana me ne sono arrivati quasi una decina, tutti uguali…

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Una veloce segnalazione per il forum di Arredamento.it
Qui potrete trovare suggerimenti su come arredare tutti gli ambienti di casa: colori, materiali, nuove tendenze, elettrodomestici… e i gossip del settore del mobile 🙂

Sabato mattina ho partecipato a questo seminario tenuto da Andrea Trento a SMAU.

seminario smau

Circa venti persone presenti, per cercare di capirne di più sulle applicazioni mobili di prossimità.

Quando si sviluppano contenuti per il mobile è importante avere chiari in mente quali sono:
1. i bisogni dell’utente (intrattenimento, informazione, pagamenti, sconti, ecc… )
2. i tempi e i modi di fruizione che ha a disposizione (a casa, in movimento, sull’autobus, ecc… )
3. le devices disponibili (cellulare, palmare, xbox, psx, domotica, ecc… )
4. le modalità di distribuzione del content (wifi, bluetooth, wap, download web, totem, ecc… )

I contenuti di intrattenimento, ad esempio giochi, devono essere in linea con le ultime tendenze e cioè permettere di giocare in multiplayer o di socializzare con altri utenti. Questi infatti sono disponibili a pagare cifre più elevate di un servizio informativo, ma non transigono sulla qualità. Sempre a proposito di tendenze, bisogna anche considerare una forte domanda di one button games (qui un articolo di Alejandro Woywood dai Forum Nokia Blogs), cioè applicazioni con interfacce semplici e immediate, da fruire in spazi di tempo molto ridotti.
Un esempio perfetto secondo me è Quadra Pop, una sorta di tetris installato sui SonyEricsson. Colorato, poco invadente, giocabile solo con il pollice per far andare a destra\sinistra o giù le palline. E’ perfetto per una partitina in attesa dell’autobus, o in metropolitana, giusto per far passare il tempo. Ma io, ve lo confesso, ci gioco anche la sera prima di andare a dormire 😛

Le ricerche infatti ci dicono che, diversamente da quanto si è soliti credere, è tra le mura domestiche che gli utenti usano di più le applicazioni mobile. Questo è dovuto anche al fatto che non tutti i contenuti sono concepiti con la logica del one button per essere consumati in pochi minuti, ma possono avere una user experience più complessa e quindi tempi di fruizione più dilatati.

Un altro aspetto su cui ha posto l’accento il relatore è stato l’importanza di creare dei contenuti cross-platform, cioè realizzati con tecnologie in grado di adattarsi a diversi supporti, in modo da consertire all’utente di trasferire i contenuti da un device all’altro senza pericolo di perdere dati. Le principali tecnologie utilizzate sono C++, Java e FlashLite. Quest’ultimo sembra essere la soluzione più veloce e performante in termini di portabilità e si sta diffondendo sempre più velocemente grazie agli accordi tra Macromedia, Nokia e Samsung.

E fin qui possiamo dire di aver parlato in generale di creazione di mobile content.
Ma perchè arriviamo a parlare di proximity services? Perchè se l’utente riceve le informazioni nel luogo e nel momento in cui ne ha necessità, allora riusciamo a soddisfare il suo bisogno.
Portabilità e contestualizzazione dei contenuti sono quindi le chiavi di successo dei servizi mobile di prossimità.

Le applicazioni pratiche vanno dall’erogazione di buoni sconto in-store, alla possibilità di effettuare micropagamenti (ad esempio parcheggi), o semplicemente l’invio di informazioni come l’elenco degli espositori di una fiera, una mappa, dei contenuti multimediali e dulcis in fundo… pubblicitari 😉

Nel resto dell’europa i cartelloni pubblicitari che erogano contenuti via bluetooth non sono più una novità, il circuito Viacom ad esempio ha costituito un vero e proprio network di manifesti bluetooth enabled, nella metropolitana di Londra.

Ci troviamo quindi davanti ad una nuova fonte di spam da cui doversi difendere? In realtà no. Infatti tutti i contenuti provenienti da un proximity server sono certificati e vengono inviati all’utente solamente se questo li accetta espressamente. Il server invia una sorta di ping per rilevare le devices attive nel suo raggio di azione e solamente se ottiene un pingback positivo, instaurerà una connessione con il dispositivo individuato per l’erogazione del contenuto.

A questo punto il tempo a disposizione per il seminario è terminato e si è passati alle domande del pubblico. L’ultima è stata secondo me la più interessante perchè verteva sui possibili impieghi fraudolenti di questa tecnologia.
Mi invento un esempio.
La Nike lancia un nuovo modello di scarpe e decide di usare un nuovo strumento di comunicazione: tramite un manifesto pubblicitario davanti al punto vendita invia ai passanti una foto delle scarpe e la data in cui arriveranno nel negozio.
A questo punto lo storico rivale Naikkkki decide di fare il furbetto e di boicottare il lancio del nuovo prodotto installando a sua volta un proximity server dal quale invia un messaggio spacciandosi per Nike, ad esempio dicendo che regalerà le scarpe a tutti quelli che le chiederanno, creando un caos generale e un danno all’immagine di Nike senza pari.

E’ possibile che si realizzi un’ipotesi del genere?
Tecnicamente si, diceva Andrea Trento, ma il furfante non andrebbe molto lontano: visto che i messaggi sono tutti certificati, non sarebbe difficile risalire alla fonte e perseguire il malfattore. Mah… sarà…

Il seminario, come avrete capito dall’insolita lunghezza di questo post, è stato per me molto interessante. Si, il mobile advertising potrebbe anche diventare la mia prossima fissa 🙂

Ma… non vi state chiedendo come è andato a finire il mio esperimento di toothing a SMAU?
Ecco, ve lo dico: un fiasco!
Di devices ne ho trovate, ma si vede che la gente non sa stare ferma per più di un minuto nello stesso posto, perchè non sono riuscita ad inviare messaggi via bluetooth a nessuno. Ho provato al bar per cinque minuti, dietro lo stand IBM, vicino all’uscita e al guardaroba. Nulla. Il massimo che ho ottenuto è stato mandare una richiesta ad un certo Squirrell, che come avrete capito, mi ha bellamente ignorata!
Pazienza… riproverò 🙂

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