la uichipidia dialetale

novembre 21, 2006

Finchè ti imbatti nella versione napoletana di wikipidia ti fai due risate e niente più: sono dei simpaticoni, te le aspetti queste trovate.
ma quando spinto dalla curiosità googli “wikipedia veneto” e scopri che esiste anche la versione veneta, ci rimani di sasso! non è possibile!

approfondisci un po’ di più e, ok è tutto normale, ci sono anche tutti gli altri dialetti italiani 🙂

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Blog per tutti

novembre 16, 2006

Mentre guardavo la posta sono stata attirata da un link sponsorizzato di Gmail.


Strano, ho pensato, devo essermi persa qualche notizia importante per strada. Nasce una nuova piattaforma di blogging e non ne so niente? Colmiamo immediatamente questa lacuna!

click.

argh.

mai visto niente di più abominevole… O_O

E’ un insignificante post su un’affissione di una agenzia di pompe funebri torinese (non lo linko nemmeno!).

Non c’è giorno senza che almeno 3 o 4 persone arrivino su questo blog usando keyword come ‘aprire pompe funebri’, ‘costi funerale’…

sigh

Tra l’altro l’agenzia che ho nominato nel post non ha nemmeno un sito. Forse dovrei contattarli per fornirgli la mia consulenza internettiana?

Innocent blog

novembre 7, 2006

Uno dei miei branded blog preferiti è sicuramente “Daily thoughts” di Innocent drinks.

Questa piccola azienda che produce e distribuisce deliziosi succhi di frutta assolutamente senza conservanti e additivi è partita davvero con il classico carretto delle limonate.

We call them innocent because our drinks are always completely pure, fresh and unadulterated. Anything you ever find in an innocent bottle will always be 100% natural and delicious -and if it isn’t, get on the banana phone and make us beg for forgiveness.

Un giorno (era il 1998) ad un festival musicale a Londra si misero
a distribuire frullati, anzichè birre, chiedendo ai clienti se secondo
loro valesse la pena ripetere quell’iniziativa. Ed evidentemente le
risposte furono a maggioranza positiva. E oggi Innocent è distribuita dai grandi magazzini Saintsbury, EAT cafè e altre catene come Tesco, Boots e Starbucks.

Il blog è partito a giugno di quest’anno con lo scopo più semplice e innocente che ci possa essere: condividere. Condividere le foto dei dipendenti, le iniziative in corso, le esperienze vissute, i commenti ricevuti…
Tra gli argomenti principali si parla ovviamente di frutta e alimentazione sana, con un occhio di riguardo per l’ecologia. Quello che rende il blog così speciale sono le piccole cose: le foto degli uffici, la Vespa tappezzata di erbetta, i campi di mirtilli, le festicciole, i bigliettini scritti a mano… e il tutto in modo simpatico e amichevolmente aperto al dialogo, non solo all’ascolto. A proposito di disponibilità e apertura verso il prossimo, mi ha colpito molto questo post di Dan, il quale rivolgendosi ad un utente che gli aveva chiesto di spiegare sul blog come fosse nata l’idea di Innocent Drinks, lo invitava a chiamarlo al telefono per poterglielo raccontare a voce, perchè… Stories are much better when you get to tell them, even if it’s on the phone.

Ma il motivo per cui mi sono davvero affezionata a Innocent è l’iniziativa “Supergran”: per tutto dicembre in alcuni punti vendita selezionati vengono distribuite delle bottigliette di succo di frutta con il berrettino 🙂

Proprio così! I consumatori… argh.. non mi piace per nulla questo termine.. Le persone (già meglio) disegnano e realizzano a maglia o all’uncinetto i “berrettini” e poi li inviano semplicemente per posta alla Innocent. Per ogni bottiglietta imbacuccata venduta, 50p verranno devoluti ad una associazione a sostegno degli anziani.

Altro che il don’t be evil’ di Google…

Qui sotto io e Dora, un paio di anni fa a Londra a Fruitstock, il festival organizzato da Innocent (io sono quella con la gonna)

tutti i cappellini su flickr

PS: anch’io voglio la bottiglietta con il cappellinoo!!!!

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Onalytica si è finalmente detto la sua a proposito della metodologia usata da Edelman e Technorati per definire i blog più influenti di Germania, Francia e Italia.
Riporto solo un paragrafetto, anche se vorrei copiare interamente il post perchè sono pienamente d’accordo con la loro posizione.

The Edelman/Technorati study doesn’t attribute different weights to the
links/endorsements by different bloggers. One could say that they
regard a link from any two bloggers as contributing equally to the
influence of the blogger linked to.

Onalytica è una società inglese che analizza, misura e identifica chi influenza chi, in quale contesto e mercato. Ad esempio hanno pubblicato uno studio sull’impatto dei blogger sulla reputazione di Dell e un altro interessante articolo sui blog più popolari E più influenti sul tema “blog marketing”. In entrambi i documenti si trova una nota metodologica illuminante e di facile comprensione.

Secondo me il merito dei lavori di Onalytica sta nel fatto di chiarire, e soprattutto sottolineare, la differenza concettuale tra influenza, popolarità e autorevolezza.
(rimando nuovamente al post per le definizioni)

Sia tra i commenti al post di Steve Rubel che in decine di altri blog italiani la critica alla metodologia con la quale è stata condotta la ricerca di Edelman si è sviluppata attorno a tre domande:

– il numero degli “inbound blogs” ricevuti da un blog è sufficente ad indicare la sua l’influenza nella blogosfera?
– cosa si deve intendere per “influenza”?
– come si può stabilire l’influenza di una fonte senza relazionarla ad un preciso contesto?

(lafra in questo post ha segnato alcuni luoghi caldi in cui si sono concentrate le discussioni)

Anche io condivido queste perplessità, ma per il momento non mi dilungo in critiche: spero che all’incontro di domani (“Top of the blogs” l’hanno intitolato. Vabbè) emergano dettagli più sostanziosi su come è stata condotta la ricerca, perchè lo stesso Richard Edelman dice:

There is not a necessary correlation between Technorati ranking and influence in a specific category.

I blog su CSI Miami

ottobre 6, 2006

Nella puntata di ieri sera di CSI Miami i ragazzi della scienfica riuscivano a risolvere il caso smascherando l’identità un blogger.
Il blog sospetto era infatti scritto (in codice) dall’astuta segretaria di una casa farmaceutica il cui nickname era Inga.
🙂
hi hi

A parte questa simpatica coincidenza, il resto della puntata mi ha dato un po’ i nervi per come sono stati rappresentati i blogs.
Prima li hanno fatti passare come qualcosa di sovversivo (il blog in questione era scritto in codice, celava del testo nascosto, e aveva una grafica che non aveva niente a che fare con i nostri soliti template in HTML ma sembrava piuttosto una simulazione di realtà virtuale, come se fosse uno strumento usato dagli hackers).
In una scena successiva i due detectives che indagano sul caso, vedendosi paragonati nel blog a degli attori famosi, dipingono i weblog come l’habitat perfetto delle chiacchiere e del gossip.

E poi chiamavano i post “entry” oppure “blog”… ARGH!
Non pensavo potesse darmi tanto fastidio, ma mi sono lamentata per tutta la puntata a causa di queste imprecisioni.

Sono da ricovero, vero?

una community di fans di CSI:
CSI Italia

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Non ascolto quasi mai la radio. Non ce l’ho.
Ma ieri mattina ero da un’amica e mentre cazzeggiavo per casa ho acceso lo stereo.
Radio DeeJay. Classico.
Ho beccato proprio la telefonata di un blogger che raccontava in diretta la sua esperienza al primo raduno dei blogger di Radio Deejay (ovunque mi giri c’è un raduno, incredibile…).

Quello che mi ha colpito è stata l’esigua affluenza a questo evento che pur era stato organizzato, saggiamente, in concomitanza con la notte bianca di Roma.
Nemmeno venti persone da quello che ho capito. Ma scommetto che al secondo raduno ce ne saranno il triplo. Le foto e i racconti postati sul blog ufficiale del raduno spingeranno molti deejay-blogger timidoni o indecisi a farsi vedere. Sono sicura che sarà così, e nello stesso tempo me lo auguro, perchè i raduni offline sono quei grandi eventi che consolidano la community. Visto che quella di Radio DeeJay mi sembra si stia espandendo molto bene in termini quantitativi, ora c’è bisogno di curare al massimo gli aspetti qualitativi per mantenerla a lungo vitale, frizzante e interessante per i suoi membri.

E non dovremo aspettare molto prima che i raduni ufficiali di DeeJay vengano sponsorizzati da qualche grande azienda…

ecco una foto dei partecipanti al primo raduno dei bloggers di Radio DeeJay